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Il "Dana" è il nome ormai comune e più semplice con cui viene chiamato il relitto "Ghiannis D." (secondo alcuni "Markos D."), mercantile greco affondato nei primi anni '70 dopo aver urtato violentemente contro la parete nord di Sha'ab Abu Nuhas.
E' preferibile iniziare la discesa in corrispondenza della poppa del relitto, la parte più profonda, che è poggiata su un fondo sabbioso a 28 mt. Si ha immediatamente una visione di insieme del Dana, adagiato sul fianco sinistro in posizione parallela al reef, che ci appare comunque molto ben illuminato dalla luce solare e ricoperto di alcionarie, madrepore e spugne che ne ravvivano l'aspetto aggiungendo colore al grigio delle lamiere.
Dopo una decina di metri ci ritroviamo nella sala motori, parzialmente illuminata da un finestrone che si apre verso l'alto; curiosiamo per qualche istante per poi uscire in alto dopo essere stati avvolti da nuvole di glassfish.
Proseguiamo in direzione della prua lungo il lato sinistro
del relitto, che in realtà è la coperta, attratti da Guardando sotto le lamiere non ci sarà difficile scorgere qualche grossa cernia tropicale che ha fatto del relitto la sua tana e non appare affatto intimorita dai subacquei.
Le ore centrali della giornata con il sole alto sono senza dubbio le migliori per godere appieno dei giochi di luce che si creano attorno al Dana. |
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