All'estremità sud della baia di Safaga ed in prossimità della grande barriera corallina di Sha'ab Shaer giace su un fondo sabbioso di 30 mt il relitto del Salem Express. E' un traghetto egiziano affondato nel 1992 con oltre 1.000 fedeli di ritorno dalla Mecca; nell'oscurità di una notte con mare molto agitato il traghetto urtò contro il reef aprendosi in due (la prua è quasi completamente staccata dal resto dello scafo) e si inabissò rovesciandosi sul fianco destro nel giro di pochi minuti. I passeggeri che dormivano nelle cabine non hanno avuto via di scampo e quei pochi che erano riusciti ad uscire dalle cabine non sono poi riusciti a salvarsi in quanto l'impeto del mare ostacolava i soccorsi; si parla di pochissimi superstiti.
L'immersione è possibile solo nelle giornate di mare calmo in quanto non ci sono ripari; già dalla barca si intravvede la sagoma del relitto e l'ancoraggio viene effettuato preferibilmente in corrispondenza della prua del relitto stesso. Ci tuffiamo e scendiamo lungo la cima dell'ancora fino a raggiungere la parte alta del relitto, intorno ai 15 mt; durante la discesa abbiamo già una visione di insieme del relitto nella sua imponenza, adagiato sul fianco destro, e notiamo subito che le scialuppe di salvataggio sono ancora lì al loro posto. Perlustriamo subito la prua che, nonostante la giovane età del relitto, è già ricoperta di alcionarie e dove un branco di glassfish vi ha trovato rifugio; la spaccatura dello scafo e le lamiere contorte ci danno un'idea della violenza dell'urto contro il reef, che si trova ad almeno 100 mt di distanza. Procediamo verso la poppa osservando i ponti di coperta e ci imbattiamo sulla sabbia (30 mt) con uno spettacolo piuttosto triste: i bagagli dei passeggeri sparsi sul fondo (valigie, vestiti, radio,...); fino a qualche tempo fa c'era anche un triciclo che fortunatamente è stato rimosso.
La solita aria allegra e festosa del gruppo dei subacquei lascia via via il posto, nel corso dell'immersione, a comportamenti di compassato rispetto. Raggiungiamo le 2 grosse eliche di poppa per poi risalire lungo la fiancata sinistra del traghetto e ritrovarci sul ponte sinistro a circa 18 mt di profondità. Lungo il ponte si aprono le porte delle cabine e le ampie finestre della sala da pranzo; proviamo a dare uno sguardo all'interno con le lampade ma a nessuno viene francamente la voglia di entrare, e non solo perché i passaggi sono stretti ed il divemaster egiziano ci ha pregato di non farlo. Procedendo lungo la fiancata di sinistra, che ora è il punto più alto, troviamo la scritta con il nome del traghetto "Salem Express", raggiungiamo il punto della spaccatura dello scafo e, individuata la cima della nostra ancora, risaliamo lungo la cima continuando a guardare dall'alto la sagoma del relitto. E' un'immersione decisamente affascinante ma è forse l'unica al termine della quale, risaliti in barca, si scambiano le impressioni con i compagni con toni sottomessi in segno di rispetto. Si consiglia di effettuare l'immersione con il sole alto per una migliore illuminazione.